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GIOVANNI XXIII

(1881-1963)

 

Storia della Chiesa

Piccolo vocabolario Teologico

I Pontefici

BIOGRAFIA

NASCITA E PRIMI ANNI DI VITA IN FAMIGLIA

Angelo Giuseppe nacque il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, 16 Km a sud ovest di Bergamo, in località Brusicco, quartogenito dei 13 figli e figlie di Battista Roncalli e Marianna Mazzola. Com’era uso, fu battezzato quello stesso giorno dal parroco don Francesco Rebuzzini nella Chiesa di S. Maria. Il padrino fu il prozio Zaverio Roncalli, capo famiglia, fratello del nonno Angelo. Crebbe in una modestissima famiglia di contadini mezzadri in un ambiente povero. La più grande ricchezza della famiglia era la fede indiscussa, la carità, la fiducia assoluta nella Provvidenza di Dio, la preghiera comune quotidiana, che erano fonte di grande serenità. Il futuro Papa riconoscerà sempre la preziosità di queste virtù che assimilò nel clima famigliare e che affermerà essere "le cose più preziose ed importanti che sorreggono e danno calore alle molte altre” che poi apprese in seguito. Dall’87 al 90 frequenta le prime tre classi delle elementari. Nel 1889 riceve la cresima a Carvico dal Vescovo Gaetano Guindani e il 31 marzo è ammesso alla prima comunione.

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EDUCAZIONE AL SACERDOZIO

 

Nel 1892 a 11 anni Angelo entrò nel seminario di Bergamo per gli studi ginnasiali e liceali. Ciò fu possibile per l’aiuto economico del suo parroco don Francesco Rebuzzini e di don Giovani Morlani, proprietario del fondo coltivato dai Roncalli. Qui maturò la determinazione di fare ogni sforzo per diventare santo come si legge ripetutamente nel suo diario "Il giornale dell’anima" che cominciò a scrivere nel 1895. Date le sue capacità intellettuali e morali nel 1901 fu mandato a Roma per continuare gli studi come alunno del Seminario Romano dell’Apollinare, usufruendo di una borsa di studio. In un clima di aperture e di nuove impostazioni culturali, la formazione intellettuale impartita dal seminario romano dice: "dava ali discrete alla nostra giovinezza e incoraggiava a larghi orizzonti". Negli anni 1901-02 fece la richiesta di anticipo volontario per il servizio militare, sacrificandosi a favore del fratello Zaverio che era necessario a casa per i lavori in campagna. Fu un vero purgatorio "eppure - scrisse - sento il Signore con la sua santa provvidenza vicino a me". Si laureò in Sacra Teologia nel 1904.

 

ORDINAZIONE E PRIMI ANNI DI SACERDOZIO

 

Il 10 agosto 1904 Angelo venne ordinato Sacerdote in S. Maria in Monte Santo a Roma. Celebrò la prima Messa il giorno seguente in S. Pietro vicino alla tomba dell’Apostolo e il pomeriggio di quel giorno fu ricevuto dal Papa S. Pio X. Nel 1905 venne nominato segretario del Vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Radini Tedeschi e l’anno seguente fu incaricato dell’insegnamento di Storia e Patrologia in seminario.

 

 

SERVIZIO MILITARE NELLA PRIMA GRANDE GUERRA

 

Dal 1915 al 1918 prestò servizio militare come cappellano dell’Ospedale di riserva a Bergamo. Con la sua amabilità e il suo ottimismo riusciva a contribuire alla salute dei soldati e a riconciliarli alla fede.

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PRIMO INCARICO NAZIONALE

 

Nel 1921 fu chiamato a Roma come presidente del Consiglio centrale per l’Italia delle Pontificie Opere Missionarie e qui alimentò il suo amore per le missioni estere influenzato anche dal contatto con padre Paolo Manna, superiore Generale del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), che aveva per programma: "Tutta la Chiesa per tutto il mondo" e che fu uno dei più grandi animatori della causa missionaria del secolo.

 

NEL CORPO DIPLOMATICO DELLA S.SEDE

 

Nel 1925 Monsignor Angelo Roncalli entrò a servizio diretto della S. Sede. Venne consacrato vescovo il 19 marzo 1925 in S. Carlo al Corso in Roma, e nominato Visitatore Apostolico in Bulgaria. Soffrì molto per la difficilissima situazione sociale, politica e religiosa di questo paese. Ma con la simpatia, la semplicità, il cuore e l’intelligenza riuscì a conquistare tutti. Basti citare il suo programma nei riguardi degli ortodossi espresso nel suo primo discorso: "Non basta nutrire sentimenti cordiali verso i nostri fratelli separati: se li amate veramente date loro buon esempio e tramutate il vostro amore in azione". Nel 1934 venne trasferito alla Delegazione apostolica di Turchia e nominato Amministratore Apostolico dei Latini di Istanbul. Qui Mons. Roncalli, avvalendosi delle sue prerogative di Delegato Pontificio e dei buoni rapporti col Corpo Diplomatico e coi rappresentanti pontifici dei paesi danubiani, riuscì a rendersi utile, alle comunità ebraiche perseguitate. Nel dicembre del 1944 Pio XII lo nominò Nunzio Apostolico a Parigi dove presentò le credenziali il 1 gennaio 1945. Anche in Francia trovò una situazione difficilissima: sia politica per l’accusa a molti vescovi di aver collaborato coi tedeschi invasori; sia religiosa per la questione dei preti operai. Anche là il suo equilibrio, la sua accortezza, la semplicità e l’amabilità riuscirono a risolvere i problemi e a conquistarsi le simpatie dei francesi e di tutto il Corpo Diplomatico.

 

PATRIARCA DI VENEZIA

 

Il 12 gennaio 1953 il Nunzio Angelo Giuseppe Roncalli fu creato cardinale da Pio XII e nominato Patriarca di Venezia. Il programma del suo servizio di pastore, espresso nella prima omelia in S. Marco, dimostra lo spirito che lo animava. Disse ai veneziani: "Voglio essere vostro fratello, amabile, accostevole, comprensivo". Non acquistò né un motoscafo né una gondola continuando la tradizione dei Patriarchi. Per spostarsi in laguna usò i mezzi pubblici. Si diceva a Venezia di lui: "Ognuno che l’incontra per le calli rimane con l’impressione precisa che il Patriarca abbia per lui un’attenzione tutta particolare".

 

ELEZIONI E PONTIFICATO

 

Il 28 ottobre 1958 a 77 anni, con sorpresa di tutti per la sua avanzata età, Roncalli venne eletto Papa e assunse il nome di suo padre, del patrono del suo paese natale e dell’evangelista della carità: Giovanni. Iniziò subito un modo nuovo di fare il Papa mosso dalla sua fede e dal suo felice temperamento. A nemmeno due mesi dalla sua elezione diede l’esempio di praticare le opere di misericordia corporali: a Natale visitò i bambini ammalati all’Ospedale romano del Bambin Gesù, ed il giorno seguente andò a trovare i detenuti del carcere romano di Regina Coeli. Tre mesi dopo la sua elezione il 25 gennaio 1959 nella Basilica di S Paolo, tra la generale sorpresa, annunciò il Concilio Ecumenico Vaticano II, il I Sinodo della Diocesi di Roma e la revisione del Codice di Diritto Canonico. Durante il suo pontificato,in tre Concistori, nominò 37 nuovi cardinali tra cui, per la prima volta, un tanzaniano, un giapponese, un filippino e un messicano. Fu il primo Papa, dopo il 1870, che esercitò anche direttamente il suo ministero di Vescovo di Roma andando personalmente a visitare le parrocchie. Il 4 ottobre 1962 compì il pellegrinaggio in treno a Loreto e ad Assisi pregando e facendo pregare per l’imminente Concilio. Fu la prima uscita di un Papa fuori del Lazio dopo l’annessione di Roma allo Stato italiano nel 1870.

 

 

IL CONCILIO

L’11 Ottobre 1962 papa Roncalli inaugurò in S. Pietro il Concilio Vaticano II indicando un preciso orientamento degli scopi: non definire nuove verità o condannare errori, ma: rinnovare la Chiesa per renderla più santa e quindi più adatta ad annunciare il Vangelo ai contemporanei; ricercare le vie per l’unità delle Chiese cristiane; rilevare ciò che c’è di buono nella cultura contemporanea aprendo una nuova fase di dialogo col mondo moderno, cercando innanzitutto "ciò che unisce invece di ciò che divide". Famoso il discorso sulla luna dell'inizio del concilio "Cari Figliuoli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassunte la voce del mondo intero: qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera, osservatela in alto, a guardare questo spettacolo. La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, diventato padre per la volontà di nostro Signore... Ma tutti insieme, paternità e fraternità e grazia di Dio, tutto tutto... Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell'incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c'è, qualche cosa che ci può tenere un po' in difficoltà... Tornando a casa, troverete i bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare: dite una parola buona. Il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza. E poi, tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino

UDIENZA AL GENERO DI KRUSCEV

 

Il 7 marzo 1963 prese il coraggio d’iniziare il disgelo con l’Unione Sovietica ricevendo personalmente il genero di Kruscev, Alexei Adjubei, con la moglie. Alla fine dell’incontro disse al suo segretario: "Può essere una delusione, oppure un filo misterioso della Provvidenza che io non ho il diritto di rompere". La storia ha dimostrato la presenza di quel filo.

L’ENCICLICA PACEM IN TERRIS

 

L’11 aprile 1963 papa Roncalli pubblica l’Enciclica "Pacem in terris" indirizzata per la prima volta non ai soli cattolici ma "a tutti gli uomini di buona volontà", e che fu ritenuta datutti, anche non cristiani, come l’espressione migliore, nella situazione del mondo contemporaneo, delle vie per alimentare le speranze di pace e di solidarietà di tutto il genere umano. Fu messa negli archivi delle Nazioni Unite a New York.

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PREMIO INTERNAZIONALE PER LA PACE

 

Il 10 maggio 1963 al Papa Bergamasco venne consegnato in Vaticano il premio internazionale Balzan per la pace come riconoscimento per la sua intensa attività per evitare i conflitti e segnalare all’umanità il cammino per la pacifica convivenza dei popoli.

 

LA MORTE

Il 23 maggio dello stesso anno venne annunciata pubblicamente la malattia del Papa, e il 3 giugno 1963, dopo 4 anni sei mesi e sei giorni di pontificato, Angelo Giuseppe Roncalli si spegneva serenamente invocando il nome di Gesù e offrendo la sua vita per realizzare il testamento di Gesù: "che tutti siano uno". Dopo averci insegnato a vivere ha testimoniato come si muore alla luce della fede. Fu un tale esempio di come muore un cristiano che costituì, a livello mondiale, una delle più forti esperienze spirituali del secolo. Il cordoglio fu universale. Una persona che lo ha conosciuto e seguito in quei pochi anni sintetizzò bene l’impressione di tutti: "Papa Giovanni mi ha fatto scoprire in modo nuovo e consolante la paternità di Dio". È stato beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 e la su festa liturgica è stata fissata l’11 ottobre il giorno dell’inizio del Concilio Vaticano II.

 

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